Il targeting demografico di Facebook


Facebook vs Google

Facebook vs Google

Interessante articolo di Melissa Mackey su Search Engine Watch in cui si parla dell’efficacia del targeting demografico di Facebook rispetto a quello offerto da Google AdWords e Microsoft adCenter.

Con oltre 400 milioni di utenti attivi, il social network più diffuso al mondo costituisce senz’altro una valida opportunità per raggiungere la propria audience. Per accedere a Facebook Ads, dovete aprire un account Facebook e creare messaggi pubblicitari che spingano l’utente a cliccare per raggiungere il vostro sito. Il messaggio è composto da:

  • un titolo della lunghezza massima di 25 caratteri (spazi inclusi);
  • una descrizione della lunghezza massima di 135 caratteri (spazi inclusi);
  • un’immagine con proporzione 3:4 o 16:9 e dimensione massima di 110×80 pixel (facoltativa);
  • il link di destinazione dell’annuncio.

Una volta scritto l’annuncio, potete selezionare in modo più o meno mirato il target della vostra campagna, scegliendo gli utenti in base a quanto segue:

  • luogo di residenza
  • luogo di lavoro
  • età
  • sesso

Potete inoltre aggiungere parole chiave per affinare ulteriormente la selezione del target. Per quanto riguarda il pricing, le opzioni sono due: CPM o CPC. Potete poi impostare un budget giornaliero, gli orari e la durata della campagna.

Il vantaggio di Facebook è che le informazioni (dati anagrafici, demografici, psicografici, ecc.) vengono inserite dagli utenti stessi. Una cosa simile avviene per Microsoft adCenter (grazie a Passport), ma i volumi in grado di generare Bing & co. sono irrisori (Stati Uniti a parte). D’altro canto Google ha i volumi, ma presenta un handycap molto forte: le info demografiche sono disponibili solo sulla rete di contenuti e vengono fornite dai siti partner di Google, non dagli utenti.

I problemi di Facebook però sono altri, soprattutto se ci caliamo nei panni degli inserzionisti.

  • Possibile che si possa pagare solo con carta di credito?
  • Che dire della gestione degli account? Attualmente non esiste un equivalente FB del My Client Center di AdWords, così le agenzie sono costrette ad aprire un account diverso per ogni cliente.
  • Perché non è possibile verificare le performance dei singoli segmenti demografici e/o psicografici?
  • Perché esiste un limite giornaliero allo spending?

Insomma, prima di fare confronti inappropriati, occorrerebbe valutare meglio tutti gli aspetti dei player in gioco. Google non è sicuramente il massimo in termini di target demografici e psicografici, ma ha un vantaggio essenziale rispetto a qualsiasi altro “sistema comportamentale”: la capacità di intercettare i desideri/bisogni degli utenti nel momento stesso in cui questi, attraverso le loro ricerche, ne manifestano l’esistenza. Non mi pare poco.

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